12 Novembre 2015

Tre amiche che scommettono in borse. NUVOLA.CORRIERE.IT racconta BGY.

«A cosa pensano tre donne allo scalo di Parigi, bloccate per la cancellazione del volo? Per ingannare l'attesa parlavamo di tutto, anche di borse. Ed è così che è nata la nostra idea».

Nuvola.Corriere Nicola di Turi

Pelle italiana, borse reversibili, produzione interamente Made in Italy.

La storia di Laura, Paola e Antonella nasce in uno scalo e resta legata ad un aeroporto. Da Parigi, però, la destinazione si è trasformata nell'aeroporto di Bergamo, a cui hanno deciso di intestare addirittura la paternità del loro marchio di borse.

«BGY nasce celebrando Bergamo e il suo aeroporto. La nostra linea vuole fare esplicito riferimento a un territorio storicamente noto per la forte presenza di bottonifici e aziende che producono accessori d'abbigliamento», spiegano al Corriere della Sera le tre fondatrici della linea di borse da donna. 

Sorelle, con esperienza nella produzione di accessori per la moda all'interno del gruppo ACM di Grumello del Monte (Bergamo), Laura e Paola decidono di unire le forze con Antonella, designer, e di puntare 50 mila euro sulla nuova avventura.

E a marzo 2015 nasce così BGY Handbags, acronimo dell'aeroporto di Begramo Orio al Serio, con la prima collezione presentata lo scorso settembre al White Trade Show a Milano.

«Sono stati necessari lunghi mesi di progettazione e prototipi per dare vita alle borse. le tecniche di lavorazione delle cinture e degli accessori moda in generale sono differenti. ma l'idea era di avviare fin da subito una produzione di borse 100% Made in Italy e di spiccata artigianalità», ragionano le fondatrici del marchio di borse da donna.

Silvia, Laura ed Elisa, ma anche Giorgia, Sofia e Antonella, passando da Annalisa, Clelia ed Elena. Sono diversi i modelli già in vendita e ospitati da alcuni negozi a Milano, dalla borsa-zainetto alla borsa secchiello, passando per le borse reversibili.

«Le nostre borse cono 100% Made in Italy, dal pellame agli accessori (zip, metallerie, etichette), cosa sempre più rara sul mercato, dove le materie prime o addirittura il prodotto finito sono importati dai paesi asiatici» spiegano Laura, Paola e Antonella.

Nella prima collezione diverse le borse trasformabili e che variano il loro aspetto, con i materiali che vanno dalla lycra termo formata alla vera pelle, passando per i manici di corda luminescente che si illuminano al buio.

Eppure non è semplice affermarsi in un ambiente affollato eppure caratterizzato spesso da rendite di posizione costruite nel tempo. «Nel nostro settore è molto complicato farsi conoscere come brand emergente: non bastano la qualità del prodotto, l'impegno e la competenza. Servono investimenti ingenti in marketing e pubblicità, perchè o sei un brand noto, o non sei nessuno e non hai la possibilità di essere presente in determinati show-room e negozi», confessano le tre fondatrici di BGY Handbags. Accanto ai brand noti, nascono moltissime realtà imprenditoriali nuove. Eppure la stessa legislazione che incentiva le startup nei primi anni di vita, non concede particolare respiro a tutte le nuove realtà imprenditoriali.

«Siamo due ragazze volenterose e già inserite nel settore, fortunatamente con una realtà aziendale costruita alle spalle. ma non essendo una startup, non abbiamo nessun tipo di agevolazione o contributo», ragionano le due sorelle Paola e Laura. Eppure, chissà che il prossimo volo, e scalo, non portino in dote qualche altro stravolgimento nella loro vita.

Nicola di Turi