6 Luglio 2015

BGY, nuove borse prendono il volo. Così l’Eco di Bergamo ci racconta...

Si sono incontrate per caso in aeroporto: tutte e tre bergamasche, tutte e tre che lavorano nel mondo della moda. Due sorelle, Laura e Paola Corna, e Antonella Moro bloccate una notte allo scalo di Parigi di cosa potevano parlare se non di borse?

ecoBergamo

Una passione condivisa, un lavoro che le ha unite e un progetto che in quella serata di ritardi e cancellazioni di volo è diventato un mix di colori e materiali, manici e fibbie.

Nasce così BGY, nuovo brand di borse, e nasce proprio celebrando Bergamo e l’aeroporto, inteso come spazio che le ha fatte conoscere. «Un modo per ricordare quell’incontro casuale e per celebrare Bergamo e il nostro territorio» spiega Laura Corna, titolare con la sorella Paola della Next, società del gruppo Acm di Grumello del Monte. «La nostra realtà nasce con i bottoni: li realizziamo per lo più in poliestere e materiali naturali (corno, corozo, osso) per il mondo della confezione - continua Laura -. Dai bottoni, siamo passati anche alle cinture e alla piccola pelletteria, per conto terzi e per marchi altisonanti della moda italiana e internazionale».

Grumello del Monte, si sa, è storicamente terra di bottonifici,e la Next ha però deciso di ampliare la sua attività e settore di competenza: «Abbiamo conosciuto Antonella a Parigi ed è diventata la nostra designer e consulente per quanto riguarda i bottoni». Poi l’idea: una linea di borse made in Italy, di alto livello e di spiccata artigianalità. «Perchè nonostante le tecniche di lavorazione delle cinture e delle borse siano differenti, i macchinari sono gli stessi - continua Laura -. Abbiamo quindi pensato di avviare dei corsi di formazione interni all’azienda affinchè tutto lo staff fosse abilitato a questo nuovo settore di produzione, che vogliamo ampliare».

L’attività inizia così lo scorso settembre: «Lunghi mesi di progettazione e di test con la scelta di pellami di alta qualità, ma anche lycra termoformata, canvas e il dettaglio dei manici in corda luminescente: una peculiarità che in pochi hanno» spiega Antonella che si occupa del design delle borse. Quasi tutte con spiccate caratteristiche: «Nascondono tasche, alcune sono reversibili e c’è anche la “Clelia” che ha pure una taschina dove è celato un vero e proprio “cappotto” in piumino con tanto di manici per proteggere la borsa: se si mette a piovere il bauletto si copre e diventa impermeabile».

Le hanno pensate tutte, Laura con Antonella e Paola, e hanno scelto nomi di donne per avviare questo progetto: «Che ora inizierà a comparire nelle fiere di settore, avviando anche una rete distributiva specifica» commenta Paola. Sono solo all’inizio, per ora, ma puntano già su una donna «dalle età diverse, dai 30 ai 60 anni, che ha voglia di un accessorio di qualità e trasformabile a seconda dei momenti della giornata» spiega Laura, che aggiunge: «Ogni borsa ha un valore aggiunto, che può essere la lavorazione della pelle, il dettaglio della chiusura, la sue reversibilità, il doppio colore». E se i pellami sono tutti toscani, la lavorazione avviene all’interno della Next di Grumello, con alcune rifiniture che si effettuano in laboratori del territorio. «Al via nei prossimi giorni anche il sito web www.bgyitaly.it - anticipa Laura -, tra pelle stampata effetto midollino e scamosciati colorati».

Con un sogno-progetto che ancora una volta c’entra con voli e aeroporti: «Magari un volo pindarico, ma dato il nome dato al nostro brand non sarebbe male partire proprio dallo scalo di Orio al Serio con il lancio del prodotto: potrebbe essere una buona promozione turistica della città e della Bergamasca» sorride Laura. BGY decolla proprio da qui.

Fabiana Tinaglia